Martedì, la China Securities Regulatory Commission ha chiesto alle banche d’investimento di sospendere le offerte pubbliche iniziali e ha temporaneamente bloccato le grandi vendite di azioni da parte degli azionisti esistenti, finché i mercati non si saranno ripresi, ha riferito il Financial Times citando tre persone a conoscenza delle discussioni.
Secondo il rapporto, negli ultimi giorni la China Securities Regulatory Commission ha tenuto incontri con le banche d’investimento e ha impartito indicazioni informali, definite «window guidance». Reuters ha dichiarato di non essere riuscita a verificare autonomamente le informazioni. Le autorità di regolamentazione finanziaria cinesi non hanno risposto immediatamente alla richiesta di commento.
Le misure segnalate fanno seguito a un brusco calo dei mercati: a ottobre l’indice CSI300 delle blue chip è sceso dell’8,5%, registrando la flessione mensile più marcata da oltre un decennio. La fiducia degli investitori è stata inoltre indebolita dai consumi fragili, da una prolungata crisi del debito immobiliare e da una forte ondata di vendite dei titoli tecnologici, ha riferito Reuters.
Lunedì le autorità di regolamentazione cinesi hanno annunciato misure che includevano operazioni di swap e il potenziamento di una linea di credito destinata ai riacquisti di azioni da parte delle società quotate. Martedì le misure non avevano ancora ripristinato la fiducia: i titoli legati all’IA guidavano i ribassi mentre gli investitori ritenevano insufficienti gli interventi di sostegno.
Il CSI300 e lo Shanghai Composite sono entrambi scesi di oltre l’1% nelle prime contrattazioni, prima di ridurre le perdite entro mezzogiorno. Erano in calo rispettivamente dello 0,1% e dello 0,7%.
Fonti: Investing.com News.