Mercoledì alle 03:06 GMT, l’oro spot aveva guadagnato lo 0,1%, raggiungendo 3.931,24 dollari l’oncia, mentre i future sull’oro statunitense con consegna a dicembre erano stabili a 3.941,40 dollari. Secondo Chris Weston, responsabile della ricerca presso Pepperstone, il dollaro più debole e il calo dei rendimenti dei Treasury statunitensi hanno contribuito a sostenere il metallo.

I future sulle azioni statunitensi sono scesi e i Treasury sono saliti, mentre i primi risultati per il Senato favorivano i Democratici, alimentando le scommesse sulla possibilità che sottraggano il controllo dell’aula ai Repubblicani. L’esito finale restava incerto. Weston ha inoltre affermato che la domanda di protezione dal rischio di un’amministrazione Trump meno prevedibile e più conflittuale stava sostenendo gli acquisti di oro.

Gli investitori attendono ora il rapporto statunitense sull’occupazione non agricola di venerdì, in cerca di segnali sull’orientamento della politica della Federal Reserve. Secondo lo strumento FedWatch del CME, i trader stimano al 78% la probabilità di un aumento dei tassi a dicembre. Tassi più elevati possono pesare sull’oro, poiché il metallo non frutta interessi.

Matt Simpson, analista senior di mercato presso StoneX, ha indicato i 4.000 dollari l’oncia come un livello di resistenza chiave, affermando che un movimento al di fuori dell’intervallo attuale potrebbe determinare la prossima direzione significativa dell’oro.

Nel resto del mercato dei metalli preziosi, l’argento spot è sceso dell’1,3% a 49,12 dollari l’oncia. Il platino è calato dell’1,9% a 1.389,54 dollari, mentre il palladio ha perso lo 0,6%, attestandosi a 928,23 dollari.

Fonti: Investing.com News.