La maggior parte delle azioni asiatiche è salita lunedì, guidata dai titoli tecnologici, mentre il calo dei prezzi del petrolio ha migliorato l’appetito per il rischio. Gli investitori si concentravano anche sugli imminenti risultati trimestrali di Apple, tra i timori per gli elevati costi delle infrastrutture necessarie all’intelligenza artificiale e il loro impatto sulle aziende tecnologiche.
I futures sulle azioni statunitensi sono avanzati durante le contrattazioni asiatiche, con i futures sul Nasdaq 100 in rialzo dell’1% alle 06:10 GMT. Il movimento ha offerto un certo sollievo dopo che Wall Street aveva subito una forte svendita la settimana precedente.
Il KOSPI sudcoreano ha guadagnato il 2,8%, sostenuto dall’aumento di oltre il 5% di SK Hynix e dal rialzo del 3% di Samsung Electronics. Il CSI 300 cinese è salito dell’1%, mentre lo Shanghai Composite ha aggiunto l’1,2%. L’Hang Seng di Hong Kong è avanzato dello 0,6% e il suo sottoindice tecnologico è balzato del 3%.
Il Nikkei 225 giapponese ha ridotto le perdite iniziali e ha registrato variazioni pressoché nulle, mentre l’indice più ampio TOPIX è sceso dello 0,7%. Il Nifty 50 indiano è avanzato dell’1,1%. L’S&P/ASX 200 australiano si è mosso in controtendenza rispetto alla regione, perdendo lo 0,6%, mentre lo Straits Times Index di Singapore è diminuito dell’1,4%.
I risultati di Apple avrebbero dovuto fornire agli investitori indicazioni sulla possibilità che la domanda dei consumatori possa compensare i timori legati agli ingenti investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Gli operatori di mercato cercavano inoltre informazioni sulla domanda iniziale della gamma iPhone 18, i cui preordini sono iniziati a metà ottobre.
I titoli tecnologici sono rimasti sotto pressione dopo che Intel è crollata di quasi il 29% venerdì, in seguito a previsioni sugli utili deludenti. Il calo ha accresciuto i timori sulle prospettive degli utili nell’intero settore dei semiconduttori e in altre aziende legate all’intelligenza artificiale.
Anche i prezzi del petrolio hanno sostenuto il clima generale dei mercati. I futures sul greggio Brent sono scesi del 3%, portandosi sotto i 100 dollari al barile, mentre proseguivano gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Gli investitori in Australia si stavano posizionando in vista della decisione di politica monetaria della Reserve Bank of Australia di martedì. Si prevede ampiamente che la banca centrale aumenti il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 4,85%; sarebbe il quinto rialzo dell’anno, dopo il passaggio al 4,60% a settembre.
Le aspettative di tassi più elevati si sono rafforzate dopo che l’inflazione al consumo australiana ha accelerato al 4,3% a settembre, rispetto al 4,0% di agosto. Il vicegovernatore della RBA Andrew Hauser ha dichiarato che le prospettive sull’inflazione sembravano materialmente peggiori rispetto alle precedenti proiezioni, mentre la governatrice Michele Bullock ha affermato che erano emersi alcuni rischi al rialzo.
Fonti: Investing.com News.