Le azioni asiatiche sono arretrate all’inizio della seduta di martedì, mentre gli investitori si preparavano al voto per le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. L’indice più ampio di MSCI relativo alle azioni dell’Asia-Pacifico, escluso il Giappone, è sceso dello 0,9%, mentre i titoli sudcoreani hanno perso fino al 3,8%. I mercati giapponesi sono rimasti chiusi per una festività e i futures sull’S&P 500 sono saliti dello 0,1%.

La flessione è seguita a una seduta poco movimentata a Wall Street, dove l’S&P 500 ha perso lo 0,5%. I risultati del settore tecnologico hanno pesato sul sentiment, sebbene i dati abbiano mostrato un aumento dell’attività manifatturiera statunitense a ottobre, sostenuto dalla forte domanda interna. Anche i rendimenti dei Treasury statunitensi sono saliti: quello decennale è aumentato di 2,1 punti base, raggiungendo il 4,913%.

Le azioni Apple sono scese del 2,8% nelle contrattazioni after-hours, dopo che la società ha previsto margini lordi più bassi per il trimestre delle festività, citando l’aumento dei costi dei chip di memoria. Anche la crescita prevista dei ricavi dai servizi è risultata inferiore alle aspettative di Wall Street.

Gli investitori stanno valutando le possibili conseguenze delle elezioni di metà mandato sul controllo del Congresso. I sondaggi favoriscono I Democratici per la conquista della Camera, mentre la corsa al Senato rimane incerta. Le previsioni di mercato hanno indicato una possibile vittoria schiacciante dei Democratici, anche se gli analisti citati nel rapporto hanno avvertito che i mercati delle previsioni possono valutare male i rischi politici.

I prezzi del petrolio sono rimasti pressoché invariati nelle contrattazioni asiatiche, dopo che lunedì il greggio era sceso di oltre il 7%. Il Brent ha ceduto lo 0,1%, a 104,72 dollari al barile, mentre gli investitori valutavano le prospettive di colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran e le notizie di un attacco militare statunitense all’isola iraniana di Qeshm. Il calo della seduta precedente era seguito a nuove speranze di diplomazia e a una possibile riduzione del rischio geopolitico per le forniture di greggio.

I mercati della regione hanno registrato andamenti contrastanti. Le azioni australiane sono salite dello 0,1% in vista della decisione sui tassi della Reserve Bank of Australia; un aumento di 25 punti base, al 4,85%, era ampiamente previsto. Il mercato di Taiwan è sceso dell’1,3%, mentre l’indice Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato lo 0,3%.

L’indice del dollaro statunitense è salito dello 0,1%, a 101,81, mentre il dollaro si è rafforzato dello 0,3% contro lo yuan offshore, a 6,6645. Il movimento è seguito all’annuncio della banca centrale cinese, secondo cui avrebbe innalzato dal 4% al 6% il coefficiente di riserva sui depositi in valuta estera per gli istituti finanziari, con effetto dal 15 novembre. Il Bitcoin è salito dello 0,5%, a 77.112,18 dollari, mentre l’ether ha perso lo 0,1%, scendendo a 2.253,59 dollari.

Fonti: Investing.com News.