Mercoledì i prezzi del petrolio sono saliti leggermente nelle contrattazioni asiatiche, mentre gli investitori valutavano le incerte prospettive di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran e consideravano come le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti potessero influire sul conflitto.

Alle 20:11 ET (01:11 GMT), i futures sul Brent con scadenza a gennaio erano saliti dell’1%, a 104,61 dollari al barile, mentre i futures sul WTI avevano guadagnato lo 0,8%, a 96,83 dollari. I prezzi erano scesi nelle due sessioni precedenti: martedì il Brent aveva chiuso a 103,60 dollari e il WTI a 96,09 dollari, i livelli più bassi da quasi quattro settimane.

Le recenti perdite sono seguite a iniziative diplomatiche che avevano alimentato le speranze di una fine del conflitto. Teheran e Washington stanno esaminando nuove proposte dei mediatori, ha riferito Bloomberg citando un diplomatico informato sulla questione. Il Qatar ha intensificato i suoi sforzi di mediazione, inviando lunedì dei rappresentanti a Teheran per colloqui con funzionari iraniani, prima che rientrassero a Doha.

La possibilità di una svolta resta incerta. Un alto funzionario iraniano ha dichiarato a Reuters che la risposta di Washington all’ultima proposta di pace non era convincente. Nel frattempo, lunedì gli Stati Uniti hanno condotto attacchi limitati sull’isola iraniana di Qeshm, prendendo di mira missili terra-aria utilizzati contro obiettivi statunitensi.

Gli investitori seguivano anche le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti per capire come i risultati potessero influire sulla posizione politica interna del presidente Donald Trump e sull’approccio della sua amministrazione al conflitto. Le aspettative di una ripresa delle azioni militari dopo il voto avevano contribuito a spingere il petrolio ai massimi da sei mesi, prima che i segnali diplomatici provocassero una brusca inversione di tendenza.

I dati sulle scorte statunitensi hanno fornito un certo sostegno ai prezzi. L’American Petroleum Institute ha riferito che le scorte di greggio sono diminuite di 5,267 milioni di barili nella settimana conclusasi il 30 ottobre, contro le attese degli analisti di un aumento di 2,1 milioni di barili. Le scorte di benzina sono cresciute di 1,427 milioni di barili, mentre quelle di distillati sono diminuite di 270.000 barili.

Fonti: Investing.com News.